
La geografia della Sardegna è estremamente varia, particolare e rappresenta uno spettacolo di rara bellezza. Le rocce più antiche risalgono al Paleozoico e regalano reperti fossili e conformazioni rocciose estremamente diversificate ed interessanti, introvabili in altre parti d’Europa in un territorio così circoscritto.
Con una superficie di 24.098 km² è la seconda isola del Mediterraneo per estensione ma ha una densità abitativa relativamente bassa che la rende un’isola di pace.
Il territorio è per 80% montuoso e collinare con montagne rocciose che si aprono in valli spesso incontaminate, ricche di foreste, ruscelli e macchia mediterranea. Le zone montuose si spingono fino al mare creando pittoreschi promontori, vere e proprie architetture naturali e suggestive calette a volte raggiungibili solo dal mare.
Rimasta incontaminata e persino disabitata in alcune parti, la Sardegna continua ad essere un piccolo meraviglioso continente in cui ammirare la varietà di flora e fauna di una natura che non è ancora stata aggredita dalla civilizzazione, un luogo che ricorda cosa la natura può riservarci quando rimane indisturbata.
Il sistema roccioso della Sardegna ne caratterizza molti paesaggi ma non mancano, nella zona sud, ampie pianure e dolci colline , terre fertili coltivate fin dalla preistoria.
La regione comprende anche alcune isole più meno grandi e il meraviglioso arcipelago de La Maddalena, territori che regalano paesaggi ancor più vari e suggestivi dove la particolarità del territorio differenzia ogni isola rendendola unica anche dal punto di vista naturalistico poiché la scarsità di superficie disponibile ha selezionato flora e fauna.
Tutto il territorio sardo rappresenta quindi una meta imperdibile per gli appassionati naturalisti poiché l’isolamento geografico prima e l’introduzione graduale di specie non autoctone poi, ha permesso uno sviluppo armonico e originale di neo-endemismi e un melting-pot faunistico davvero speciale.
La Sardegna geografica è sicuramente conosciuta per la bellezza delle coste e la limpidezza estrema del mare, ecosistema vivo e non meno ricco di quello terreste per varietà di flora e fauna marina.
L’alternanza di lunghe spiagge sabbiose con calette rocciose, spiagge di ciottoli colorati o perline di quarzo lucenti, promontori rocciosi, golfi e grotte rendono la visita alle coste sarde un viaggio senza fine che, ancora una volta, rende l’isola un territorio unico nel suo genere per varietà di panorami a breve distanza l’uno dall’altro.
Le acque sono ovunque limpide e cristalline e i fondali regalano praterie di Posidonia Oceanica, pianta acquatica protetta, che protegge dall’erosione il litorale ed è habitat ideale per pesci, molluschi e crostacei. Anche in mare l’isola non manca di stupirci con una grande varietà di forme di vita fra alghe multicolori e fauna, dai più piccoli molluschi fino ai grandi cetacei e alle tartarughe marine che sulle spiagge sarde depongono le uova.
Da ricordare poi le grandi dune di sabbia che caratterizzano il deserto di Piscinas , paradiso naturale con dune alte fino a 100 mt che arriva fino al mare. L’altopiano basaltico della Giara, parco naturale dove vivono indisturbati gli ultimi cavalli selvaggi d’Europa. I fiumi e i laghi che si gonfiano con le piogge autunnali per poi chetarsi durante l’estate per la carenza d’acqua e infine gli stagni che punteggiano molte zone costiere dove colonie permanenti di fenicotteri rosa convivono con numerosissime altre specie di uccelli più o meno rari. Da ricordare anche le zone minerarie con grotte naturali scavate dall’acqua nel corso dei millenni e miniere abbandonate oggi recuperate e trasformate in musei e percorsi speleologici alla scoperta della ricchezza sotterranea dell’isola.
Concludiamo il nostro piccolo viaggio nella geografia sarda ricordando l’innumerevole ricchezza dei siti archeologici per lo più posizionati in luoghi strategici e panoramici. La visita a questi luoghi immerge nella millenaria storia dell’isola permettendo di unire cultura e natura in un binomio imprescindibile in questa isola mediterranea.



