So bene cosa state pensando: “in vacanza si dorme fino a tardi “, credetemi, anche a me non piace il suono della sveglia ma, se aprendo gli occhi la prima cosa che faccio è infilarmi il costume da bagno, le sensazioni cambiano e il sorriso è immediato.
Un’altra cosa piacevole è salire in auto quando è ancora buio, calcolando perfettamente i tempi del tragitto verso la spiaggia che ho scelto. Viaggiare accompagnata da buona musica, lungo strade deserte mentre l’aurora di avvicina regala un mondo incredibilmente tranquillo e guidare è rilassante. Arrivata a destinazione l’aria fresca risveglia i miei sensi e il silenzio è rotto solo dal canto di qualche grillo ritardatario e dei gabbiani, mattinieri più di me. Arrivata in spiaggia mi godo lo spettacolo del mare calmo che sembra un tessuto di seta dal colore indefinibile dove il cielo si specchia con riflessi cangianti.

La sabbia fresca mi solletica i piedi finché non arrivo all’acqua che è piacevolmente tiepida e sembra una dolce carezza. Il contrasto con l’aria fresca è netto ed è come un invito, il mare mi accoglie a braccia aperte e mi avvolge piano piano con il suo calore. Mi immergo lentamente, sentendo il suo tepore in ogni centimetro di pelle, i piedi camminano sul fondo di sabbia soffice finché non tocco più e rimango sospesa a galleggiare in un silenzio surreale, mi giro e guardo la spiaggia che è tutta per me. A questo punto mi infilo sott’acqua e inizio a nuotare verso il largo.

Le bracciate regolari mi portano velocemente lontano e lì, sospesa nell’acqua, senza peso, senza pensieri, sono soltanto puro e liberatorio sentire. L’acqua calda, il garrito dei gabbiani, il panorama che via via acquista colore e infine il sole che improvvisamente compare all’orizzonte, accecante e meraviglioso. Specchiandosi nell’acqua la colora di riflessi dorati mentre sale rapidamente e in pochissimi minuti la luce invade tutto, il mare si colora, ogni dettaglio della spiaggia diventa visibile anche da lontano e mi accorgo che è ancora tutta per me, un meraviglioso regalo. Nuotando osservo i raggi del sole che creano mille riflessi sul fondale dove la posidonia ondeggia lentamente e banchi di pesci si muovono rapidi in cerca di cibo. Con calma torno verso la riva, fermandomi spesso ad osservare il panorama, gustando il calore del sole sulle spalle, il sapore del sale sulle labbra, lo spettacolo pieno di vita che il mare nasconde e sento l’incredibile energia che mi circonda e mi rigenera, potrei nuotare per ore e talvolta lo faccio.
Uscire dall’acqua non è mai facile, è come lasciare l’abbraccio di qualcuno a cui voglio molto bene, così rimango ancora un po’ ad infilarmi sott’acqua ed emergere, a guardarmi intorno mentre mi arriva il profumo dei dolci che il chiosco poco lontano sta sfornando. Esco dall’acqua solo quando mi accorgo che la spiaggia sta iniziando a popolarsi, mi sdraio ad asciugarmi un po’ al sole mentre le persone intorno a me montano ombrelloni e lettini. Osservandoli mi chiedo se hanno mai provato , almeno una volta, ad avere la spiaggia tutta per loro. Seduta nel chiosco, assaporo un caffè e do un morso ad un cornetto tiepido, i miei sensi sono ancora così iperattivi che ogni cosa mi sembra meravigliosamente gustosa. Mi sento infinitamente fortunata e appagata dalla bellezza e dalle sensazioni che l’alba mi ha regalato. Ripenso alle albe con viaggiatori curiosi, al loro stupore, alla gioia condivisa, a quel grazie sincero che felici mi regalano per averli convinti a dimenticare per un giorno la pigrizia e, complice il non dover pensare a nulla, farsi accompagnare al mare da me.



Sei fantastica Giulia
Grazie Leonardo 🙂