Prima di trasferirmi in Sardegna dei nuraghi non sapevo nulla perché inspiegabilmente nei libri di storia non ve n’è quasi traccia. Eppure si conta che quelli arrivati fino a noi siano circa 7000, un numero enorme e ne esistono di vario tipo. I più semplici sono detti a corridoio o protonuraghi, quelli più complessi a tholos e sono composti da una o più torri circondate da mura. Sono testimonianza di una civiltà potente, capace di costruire opere incredibilmente complesse che si sono sviluppate in circa mille anni di storia a partire dal 1.800 a. C. Il mio stupore davanti a loro è stato immenso, un travolgente amore a prima vista. In tutta l’isola i nuraghi dominano i territori rendendo suggestivo il panorama, impossibile non fermarsi a visitarli. Che siano ad accesso libero o siti archeologici organizzati, meritano tutti una visita.

Avvicinandoci a piedi ne comprendiamo le grandi dimensioni e varcando la soglia l’emozione si fa potente. Sembra di entrare in un castello che però ha sembianze arcaiche e titaniche, un gigante di pietra che ci accoglie fiero di mostrare la sua storia. Passando sotto l’architrave arriva netta la consapevolezza dell’incredibile sforzo compiuto per la sua costruzione e diventa incontenibile la voglia di accarezzare quelle pietre gigantesche che mani antiche e forti hanno posizionato con grande cura e precisione. All’interno troviamo uno o più ambienti circolari molto ampi, con pareti maestose costruite a secco, che svettano intorno a noi indifferenti al passare dei millenni. Le pareti convergono formando un cono chiuso sulla sommità da una pietra incastrata perfettamente, impossibile non provare grande ammirazione per una simile capacità ingegneristica.
Purtroppo nella maggior parte dei nuraghi la parte finale del cono non esiste più ma sopra di noi si apre un meraviglioso lucernario circolare.

Alzare lo sguardo ed osservare le nuvole che si rincorrono nel cielo ci ricorda lo scorrere del tempo, quel tempo che ci separa dalla civiltà incredibile che seppe costruire tutto questo. A seconda del nuraghe che stiamo visitando potremo sentire il vento insinuarsi nei bastioni oppure osservare l’acqua che scorrere ancora sul fondo del pozzo presente nel cortile sul quale si affacciano le torri. Scorgere i segni dei pavimenti dei piani superiori, traccia inequivocabile della complessità della struttura e della vita che si svolgeva al suo interno. Notare il colore delle pietre che ritroviamo nella natura circostante, ogni nuraghe diviene così parte integrante del paesaggio. Se saremo fortunati potremo provare l’emozione di restare seduti al suo interno tutto il tempo che vorremo, con grande rispetto per un luogo così antico, godendone l’ancestrale atmosfera e le emozioni che saprà risvegliare.

I nuraghi e villaggi nuragici che spesso emergono negli scavi circostanti sono la testimonianza di una civiltà estremamente avanzata, complessa e articolata, assolutamente unica che merita studi approfonditi. Una civiltà che oltre ai nuraghi ci ha lasciato i pozzi sacri, meravigliosi templi dell’acqua, e i Giganti di Mont’e Prama, possenti e misteriose sculture umane dalle proporzioni perfette e ricche di dettagli. In tutta l’isola migliaia di siti archeologici vi aspettano per raccontarvi la storia e mostrarvi reperti unici. Sono certa che ve ne innamorerete anche voi e dopo averli visitati porterete sempre con voi l’emozione di aver incontrato qualcosa di antichissimo e unico al mondo.
