Quando mi sono trasferita in Sardegna sono rimasta estasiata dall’arte, dalla storia e dalla cultura di questa meravigliosa terra. Attraverso siti archeologici, musei e biblioteche ho potuto viaggiare nei millenni capendo come l’urgenza del racconto, la creatività, l’importanza di documentare e interpretare i sentimenti umani abbiano sempre spinto l’uomo verso l’arte e la bellezza. Viaggiando nei millenni sono arrivata fino all’arte contemporanea, quella di artisti sardi meravigliosi ormai entrati nei libri di storia, come ad esempio Costantino Nivola, Maria Lai, Pinuccio Sciola, Edina Altara. Durante questo personalissimo viaggio ho incontrato gli artisti viventi, che ogni giorno lavorano nell’isola, combattuti fra i limiti che essa gli impone e la forza della sua ispirazione, immersi nella terra in cui vivono ma tenacemente proiettati verso l’esterno perché l’arte è un linguaggio universale. E’ un linguaggio che unisce e la mia curiosità sul loro lavoro è stato il passepartout che mi ha consentito di conoscerli, di entrare nei loro studi, di farmi spiegare la loro ricerca artistica fino a poter fotografare le loro opere.

Opera di Pietrina Atzori
Alcuni di loro sono diventati cari amici, amici che stimo e ammiro per il loro lavoro, la loro empatia e disponibilità, la voglia di promuovere l’arte nonostante le difficoltà e spesso, purtroppo, l’indifferenza generale. Ma l’arte è qualcosa di travolgente, se te ne innamori non puoi più farne a meno neanche da semplice spettatore, perché il respiro degli artisti è contagioso e spalanca mondi nuovi, non sempre facili da comprendere ma infinitamente affascinanti.

Per questo, fra le esperienze che propongo a chi vuole vivere un viaggio intenso, c’è anche l’incontro con un’artista: la possibilità di entrare nel suo studio, di farsi raccontare la sua storia, di comprendere quale ricerca lo abbia portato ad usare alcuni materiali, da dove parta la sua esplorazione dell’animo umano per riuscire a toccare le corde più profonde attraverso le proprie opere.

Avete mai pensato a quanto potrebbe essere bello sedervi in uno studio a veder creare un’opera d’arte, poter vedere l’evoluzione della ricerca di un artista attraverso le opere a lui più care che custodisce nel suo studio, poter vedere la sua produzione artistica esattamente dov’è nata ed è stata creata e chissà, magari acquistare un’opera perché conoscendone l’autore essa diviene qualcosa di estremamente intenso e vivo da portare con voi al ritorno a casa.

La prima immagine di questo blog mi fa immediatamente pensare ad una serie di opere che Mariano Chelo, pittore bosano attivo a Cagliari e promotore di molte iniziative culturali non l’ultima l’Asta per Pazza Idea, aveva presentato a Parigi.
La fotografia mi fa pensare che nel momento in cui siamo inondati da immagini realizzate con i più disparati apparecchi sia telefonici che fotografici, le belle fotografie restano sempre rare, perché sono difficili da rtealizzare anche se si crede che spingendo un pulsante si possa catturare quello che ci circonda o quello che si é creduto di vedere, fortunatamente esistono i veri fotografi e li ringrazio di cuore.
Grazie Vittorio Pisu, grazie davvero.